mercoledì, novembre 26, 2014

Migliorare il tasso di conversione della Landing Page

Consigli per migliorare il tasso di conversione di una Landing Page
Una Landing page è una speciale pagina all'interno di un sito web costruita ed ottimizzata in modo da convincere il visitatore a compiere una determinata azione (call to action).

Una "call to action" può essere l'iscrizione a una newsletter, l'acquisto di un prodotto, il download di un e-book o la semplice iscrizione al sito.

Il rapporto tra il numero di visitatori arrivati sulla landing page e il numero di coloro che avranno compiuto l'azione richiamata nella "call to action" è definito come il tasso di conversione della landing page.

Molti pensano che sia sufficiente inserire degli annunci a pagamento su google (attraverso adwords) per guidare l'utente verso il proprio sito e incrementare così il numero di visitatori: ma un numero di visitatori alto che lascia il sito rapidamente perché non trova contenuti di suo interesse, o non viene indirizzato nel modo giusto verso la "call to action" equivale ad aver sprecato soldi.

Ecco allora l'importanza di ottimizzare la landing page e aumentare il ROI (Return of Investment). Vi assicuro che il ROI di una campagna di web marketing ben strutturata può essere molto più alto (a parità di investimenti) di quello di campagne pubblicitarie attraverso media tradizionali.

Allora ecco 10 consigli per migliorare il tasso di conversione della landing page:

1) Coerenza tra l'annuncio che ha portato l'utente sul nostro sito e i contenuti della landing page. Molte volte vediamo annunci pubblicitari che promettono qualcosa che poi non si trova sulle pagine di arrivo: questa è una scorrettezza che gli utenti non gradiscono (è come quando passando davanti a un negozio vedete la scritta "SCONTI FINO AL 70%" e poi una volta entrati scoprite che di quegli sconti non v'è traccia). La moneta con la quale verrete ripagati sarà l'abbandono del vostro sito e l'aumento del bounce rate.
Ancora da evitare è usare come landing page la home del vostro sito.

2) Se la landing page prevede form che l'utente deve compilare, questi devono richiedere poche informazioni e niente di molto personale (carte di credito, numeri di telefono, ecc.). Il visitatore non ha troppo tempo da perdere quindi se vogliamo la sua attenzione dobbiamo essere coincisi anche nelle richieste che facciamo.

3) La landing page deve essere corta, ben strutturata, con tutti gli agganci ben visibili. Quello che attira maggiormente è l'intestazione, l'headline: se non scriviamo un headline chiara e convincente abbiamo quasi sicuramente perso il cliente.

4) Utilizzare URL human friendly, leggibili e non quelle cose fatte di trattini, punti interrogativi e codici vari. Cerchiamo anche di inserire qualche parola chiave rilevante.

5) La coerenza di contenuti tra l'annuncio e la landing page deve esistere anche a livello formale: utilizzate lo stesso stile e forma degli annunci perché così aiutate l'utente a capire di essere arrivato nel posto giusto, lo rassicurate e lo motivate all'azione.

6) La "call to action", deve essere visibile a colpo d'occhio!

7) Eliminate ogni elemento superfluo (menù di navigazione, box informativi, barre laterali, ecc.)

8) Utilizzate in modo corretto gli accorgimenti SEO nello scrivere i contenuti.

9) Gli elenchi puntati o numerati sono molto utili per sintetizzare i vantaggi della nostra proposta

10) Inserite una bella foto del prodotto o dell'offerta. Un'ottima posizione è in alto a sinistra. E aggiungete anche un link all'immagine che porti all'azione desiderata.

Migliorare il tasso di conversione della landing page e incrementare il ROI non è un lavoro per tutti, ma sono certo che con un po' di impegno, buon senso e seguendo i miei consigli anche i meno esperti potranno raggiungere risultati egregi.

martedì, novembre 25, 2014

Torta pere e cioccolato

La combinazione cacao, brandy e pere è veramente sublime e rende questo dolce adatto sia alla prima colazione che alla merenda del pomeriggio, e perchè no, anche al dopo pasto.

La presenza dell'olio e.v.o. al posto del burro (idea presa da una ricetta di Luca Montersino, vedi qui la ricetta) la rende particolarmente soffice e profumata.

 

Ingredienti per uno stampo da 24cm:

farina 00: 300g

zucchero: 300g

olio extravergine d'oliva: 80g

uova: 5

cacao amaro in polvere: 60g

pere kaiser: 700/800g

lievito per dolci: mezza bustina

vanillina: 1 bustina (oppure mezzo baccello di vaniglia da aggiungere alle uova prima di montarle)

brandy: mezzo bicchierino (facoltativo)

zucchero a velo per la decorazione

 

Procedimento:

Accendi il forno a 180°.

Lava le pere, sbucciale e tagliale a dadini, lasciandone intera una. Se sei alcolista ti consiglio di irrorarle con brandy :-)

Metti in una ciotola grande le uova e lo zucchero. Monta con le fruste elettriche per circa 10 minuti, fino ad ottenere un composto bianco e molto spumoso.

Unisci al composto di zucchero e uova la farina, il cacao, la vanillina e il lievito setacciati insieme. Fallo molto lentamente con una spatola o un cucchiaio di legno, con movimenti dal basso verso l'alto e viceversa. Aggiungi anche l'olio e.v.o. Infine unisci al composto anche le pere tagliate a dadini.

Versa il tutto in uno stampo di max 24 cm di diametro. Rivesti la tortiera con della carta forno. Completa con 8 spicchi di pera disposti a raggiera sulla torta.

Inforna nel forno preriscaldato a 180° per circa 50 minuti (vale la prova stecchino perché i tempi di cottura variano molto in base alla maturazione delle pere).

Fai intiepidire la torta e toglila dallo stampo. Quando sarà quasi del tutto raffreddata spolverizzala con lo zucchero a velo. GNAM!

lunedì, novembre 17, 2014

Torta con ricotta e cioccolato

Ingredienti per uno stampo da 20cm:


300g ricotta di pecora
100g zucchero
3 uova
300g farina
1 bustina di lievito
1 bustina vanillina
100g burro fuso
200g cioccolato fondente a pezzetti
q.b. rum

Preparazione:

In una terrina lavora la ricotta con lo zucchero fino a renderla una crema fluida. Unisci le uova una alla volta continuando a mescolare.

Aggiungi la farina setacciata con il lievito e la vanillina e mescola senza esagerare (lavorare troppo la farina in questa fase porterebbe alla formazione di glutine che renderebbe la torta "gommosa", mentre noi la vogliamo friabile e soffice).

Infine aggiungi il burro fuso, il rum e il cioccolato, mescola quanto basta e versa in uno stampo imburrato e infarinato.

Metti in forno preriscaldato a 180°. La cottura dura circa mezz'ora, ma la prova stecchino è sempre consigliata.

Sforna e lascia freddare.

Da mangiare con soddisfazione a colazione.

martedì, agosto 26, 2014

Come trovare lavoro in tempo di crisi?


Il sistema capitalistico è in crisi. L'europa tutta soffre la crisi. Ma in Italia la crisi è gravissima a causa dell'arretratezza del nostro paese rispetto a molti altri.

Germania, Francia, Inghilterra, Stati Uniti: tutti stanno patendo la crisi, ma da noi la crisi è una situazione economica, politica e sociale che si insinua ovunque rendendo impossibile una soluzione definitiva.

Quindi, se la crisi nel nostro paese è impossibile da eliminare, come è possibile trovare un lavoro che ci garantisca almeno 2000 euro al mese?

Anzitutto bisogna prepararsi per cercare lavoro. Una volta pronti parte la ricerca: i risultati non tarderanno ad arrivare.

Ma come ci si prepara a cercare un lavoro?


Se pensi che: "c'è crisi e non riuscirò a trovare lavoro", oppure "è inutile cercare tanto fallirò" o ancora "meglio restare a casa a lamentarmi di essere disoccupato", allora stai sbagliando tutto.


Prepararsi a trovare lavoro è come preparare una pizza: non puoi stare impalato a guardare che acqua e farina magicamente diventino l'impasto giusto per avere una gustosa pizza, devi invece rimboccarti le maniche, dosare gli ingredienti, impastare e rispettare i giusti tempi di lievitazione.

Lo stesso principio vale per la ricerca del lavoro: se non lo cerchi attivamente, fallirai. Se non fai qualcosa per meritartelo, fallirai. E questo succede non per colpa della crisi ma perché tu non sei convinto nel cercarlo.

Altra cosa importante: la strategia. Non puoi andare a cercare lavoro a caso bussando alla porta di tutte le aziende che trovi, oppure mandando curriculum senza criterio. Devi studiare una strategia. Della strategia fanno parte due cose:

1) un curriculum scritto bene e fornito dei giusti elementi per il profilo al quale ti stai candidando (quindi non fare l'errore di scrivere un unico cv per tutte le candidature!)

2) la tua specializzazione: se sei uno dei tanti non puoi sperare che un datore di lavoro scelga te, avrai sempre il raccomandato di turno o il più fortunato che ti soffiano il posto. Devi specializzarti in qualcosa, più il tuo profilo professionale è in grado di far guadagnare gli altri, più gli altri saranno disposti a pagare per avere i tuoi servizi.

Pronti a trovare lavoro?


I primi siti da tenere sotto osservazione sono quelli jobseeker che leggono tutte offerte di lavoro sul web, portali come Careerjet oppure Indeed leggono tutto il web in funzione di una mia ricerca. Tutti i giorni ricevo una mail con le opportunità di lavoro che corrispondono alla mia richiesta. Ho un alert quotidiano e posso rispondere alle inserzioni. Non dimenticate mai di scrivere un curriculum specifico per ogni candidatura. Anche i social network, come Linkedin o Facebook vanno sfruttati a dovere costruendo un profilo in grado di attrarre le aziende.

Altro luogo, stavolta fisico, dove cercare lavoro sono le agenzie per il lavoro: l’elenco completo è pubblico, uno dei siti dove si può leggere è il portale www.cliclavoro.gov.it, il portale pubblico per il lavoro.

Molto interessanti, infine, sono anche i siti delle aziende: un luogo di incontro diretto tra domanda e offerta.

Altri siti interessanti dove cercare lavoro sono questi:
Il motto è cercare tutto, ovunque. Perché chi cerca trova!

martedì, luglio 29, 2014

Plumcake del Mulino Bianco

Cosa c'è di meglio per la colazione di un sofficissimo plumcake?

Meglio ancora se il sapore e la consistenza ricordano quello del Mulino Bianco!


 

Ingredienti 1 stampo 25 x 10 da plumcake:


150 gr di zucchero semolato,
150 gr di farina 00 ,
50 di fecola,
3 uova + 1 tuorlo,
100 ml di olio di semi di mais
200 gr di yogurt (al gusto che preferisci: può essere classico all'albicocca, oppure banana, fragola, ciliegie, ecc.)
1 bustina di lievito,
1 bustina di vanillina,
q.b. scorza di limone,
1 pizzico di sale.

Procedimento:

Monta le uova, il tuorlo, lo zucchero e il pizzico di sale fino  a raggiungere una consistenza spumosa. Aggiungi la farina setacciata insieme al lievito, alla fecola e alla vanillina. Nel frattempo continua a mescolare con il frullino a velocità bassa.

Aggiungi la scorza di limone grattugiata e l'olio di semi a filo. Continua a mescolare con il frullino facendo amalgamare bene il tutto.

Versa in uno stampo da plumcake e inforna a 180° per circa 40 minuti.

Nota per la cottura: Attenzione che il plumcake anche se sembra cotto all'interno potrebbe essere crudo. Fai sempre la prova con lo stecchino infilandolo al centro del plumcake.
Inoltre la temperatura e i tempi di cottura variano per ogni forno. L'unico consiglio è quello di non aprire prima di 25-30 minuti altrimenti rischi di far sgonfiare il plumcake.
Se dovesse risultare già molto ambrato in superficie ma ancora umido all'interno abbassa la temperatura e copri con un foglio di alluminio.

Nota per lo stampo: se non hai lo stampo antiaderente ricordati di imburrarlo e infarinarlo. In alternativa puoi foderarlo con carta forno.

mercoledì, maggio 14, 2014

Paura della morte o del dolore?

Cos'è la morte? Cos'è il dolore? C'è un modo per alleviare le afflizioni dell'animo? Cosa sono le passioni? Come si deve confrontare il saggio nei confronti di questi elementi turbatori della propria imperturbabilità? Infine: cos'è la virtù? Basta a rendere felice una vita?

Questi gli argomenti trattati da Cicerone nelle sue "Tusculanae disputationes". Eloquente, dotto e chiaro nell'esposizione, Cicerone, si veste da maestro di vita e con approccio stoico ci spiega perché non dovremmo avere paura della morte o del dolore e come la virtù debba essere il nostro obiettivo di vita.

Sulla paura della morte:


"Ma ammetti, come vogliono costoro, che l'anima non continui ad esistere dopo la morte. Se così fosse, mi rendo conto che saremmo privati della speranza di una vita più felice; tuttavia, quale male comporta un'opinione del genere?
Ammetti infatti che l'anima muoia così come il corpo: forse che, dopo la morte, c'è nel corpo qualche traccia di dolore o in generale di sensibilità?
[...]
Dov'è dunque il male, visto che non c'è una terza possibilità?"

[...]

"Finiamola con codesti assurdi discorsi da vecchiarelle, che il morire prima del tempo è una sventura! Quale tempo poi? Quello della natura? Ma essa, a dire il vero, ci ha dato la vita in prestito, come una somma di denaro, senza fissare in anticipo il giorno della scadenza. Che motivo hai dunque per lamentarti se te la richiede quando vuole?

[...]

Si loda invece la sorte di coloro che muoiono in tarda età. Perché? Perché - io ne sono convinto - per nessuno la vita potrebbe essere più lieta, se durasse più a lungo. Per l'uomo infatti non c'è sicuramente nulla di più soave della saggezza; ed è proprio questa che la vecchiaia, se anche ci toglie tutto il resto, ci porta in dono. Ma qual è una vita lunga? O, più in generale, che significa "lungo" per gli uomini? Non è forse vero che la vecchiaia

alle spalle rincorrendoci prima bambini, subito dopo giovani, senza che ce ne accorgiamo ci raggiunge?"

E sull'incapacità di tollerare il dolore e le sofferenze:

"Perciò, se, come hai riconosciuto all'inizio, il disonore è male peggiore del dolore, il dolore indubbiamente non è più nulla. Infatti, fino a quando ti sembrerà disonorevole e indegno di un uomo gemere, urlare, lamentarsi, avvilirsi, lasciarsi abbattere dal dolore, fino a quando saranno con te l'onestà, la dignità, l'onore, e tu, tenendo lo sguardo fisso su di loro, conserverai il controllo di te, certamente il dolore cederà alla virtù e, per la ferma determinazione dell'anima, perderà la sua forza."

[...]

"Quando dunque si ordina di comandare a noi stessi, si intende ordinare che la ragione domini l'istinto. C'è nell'anima di quasi tutti gli uomini un qualcosa che per natura è tenero, debole, umile, senza nerbo per così dire, e languido. Se non ci fosse altro, non ci sarebbe nulla di più spregevole dell'uomo; invece, ecco pronta la ragione, signora e regina di tutto, che, valendosi delle sue forze e procedendo sempre più avanti, diventa perfetta virtù. Che sia essa a comandare a quella parte dell'anima che deve ubbidire, è ciò cui l'uomo deve mirare."

[...]

"Ci sono infatti delle analogie tra l'anima e il corpo: come i pesi si trasportano più facilmente con i muscoli tesi, mentre, se questi si allentano, i pesi ci schiacciano, nello stesso identico modo l'anima con la sua tensione allontana l'oppressione di ogni peso, mentre se si lascia andare viene oppressa al punto da non riuscire a risollevarsi."

venerdì, maggio 09, 2014

Open source e soluzioni e-commerce

Volete una soluzione e-commerce gratis, open source, veloce, efficiente?

Avete bisogno di integrare un sistema per la gestione dei contenuti del vostro shop?

E magari vorreste anche integrare nel vostro sistema una community in stile facebook.

No problem!

La risposta è Django + Plone!
Per integrare il sistema di transazioni di Django all'interno del sistema di transazioni di ZOPE è possibile utilizzare il pacchetto https://github.com/collective/collective.django.




Django è un web framework basato su python: è un sistema che ci permette di mettere rapidamente in produzione un negozio virtuale, uno e-shop o e-commerce ricco di funzionalità, elevata personalizzazione del flusso di acquisto, delle schede prodotto, della grafica e dei sistemi di pagamento.

Di e-commerce basati su django ce ne sono diversi, io vi consiglio questi:

- Oscar
- LFS
- Satchmo

Sempre grazie a Django possiamo aggiungere funzionalità tipiche di una community in stile facebook utilizzando Pinax


Ovviamente i contenuti, delle news, delle vetrine dello shop e il workflow di pubblicazione lo facciamo fare a chi lo sa fare: Plone!


Per la presentazione dei contenuti vi propongo di utilizzare DIAZO

giovedì, maggio 08, 2014

Cosa mangiare durante l'allattamento?

Molte neo mamme si chiedono cosa sia meglio mangiare durante l'allattamento del proprio bambino. Molto probabilmente non dovrete cambiare molto rispetto al periodo di gravidanza, ma ci sono alcune cose importanti da tenere sempre in mente, ecco i primi suggerimenti:

Seguite una dieta bilanciata per la vostra salute

 

Una prima importante nota è che il latte materno può soddisfare i bisogni nutrizionali del neonato anche se la mamma non mangia bene (anche se c'è da notare che se la vostra dieta è troppo scarsa in calorie o mangiate sempre e solo certi tipi di cibi, escludendo sistematicamente altri, questo potrebbe incidere sulla qualità e quantità del vostro latte).

Ma il solo fatto che il vostro bambino non verrà danneggiato da una vostra occasionale dieta sbagliata non significa che voi stesse non ne soffrirete: se non assorbite sufficienti elementi nutritivi da quello che mangiate il vostro corpo si affiderà alle riserve e questo potrebbe portare a un dimagrimento eccessivo, stanchezza e poche energie (delle quali invece avete estremo bisogno per dare le giuste attenzioni e cure al vostro bambino).

Alcune neo mamme durante l'allattamento hanno una fame fuori dal normale, ma questo tutto sommato è normale: il vostro corpo sta facendo del lavoro extra per produrre il latte. Mangiare piccoli pasti con intermezzi di snack salutari - quello che avreste dovuto fare anche in gravidanza - è un buon modo di tenere la fame sotto controllo e i vostri livelli energetici alti.

Non contate le calorie


Di quante calorie necessita una mamma che allatta? Non c'è una risposta univoca. Una volta si diceva che anche durante l'allattamento bisogna mangiare per due.Ma in generale, si può calcolare una media di 500 calorie in più rispetto alle donne che non allattano. Ma anziché contare le calorie, seguite il vostro appetito come una guida naturale su come e quando mangiare.

Il numero esatto di calorie dipende da molti fattori individuali, come il peso, quanto esercizio fisico fate, quanto è efficiente il vostro metabolismo e quante volte allattate.
Se siete preoccupate di ingrassare troppo, parlate con il vostro medico, fatevi dare indicazioni e suggerimenti su come mantenervi in forma e non eccedere nel peso.

Puntate a una perdita di peso lenta e costante


Molte neo mamme perdono i chili in eccesso molto facilmente, per altre invece l'ostacolo sembra insormontabile. Ma tutto dipende dal vostro corpo, dalle vostre scelte alimentari, dal vostro livello di attività fisica e dal metabolismo.

La migliore strategia è quella di perdere peso lentamente e in modo costante. Cercate di prendervi un anno per recuperare il vostro peso pre-gravidanza. Non cercate di recuperare il vostro peso nei primi mesi di allattamento perché questo potrebbe diminuire i vostri livelli energetici e la quantità del vostro latte.
Se siete sovrappeso o obese potreste provare a cominciare subito a perdere peso, ma prima chiedete al vostro medico. E cercate di bere sufficientemente giacché a volte, durante le diete, si tende ad assumere meno liquidi.

Inserite nella dieta una buona varietà di cibi sani

 

La varietà e l'equilibrio sono la chiave per una dieta sana. Mangiare un mix di carboidrati, proteine e grassi vi mantiene in salute e vi fornisce tutti gli elementi nutritivi di cui il vostro corpo ha bisogno. Potete mangiare cereali, pane e pasta, legumi, frutta e verdura, carne e pesce.
I carboidrati complessi (come cereali integrali), frutta fresca e verdure non solo sono più nutrienti degli amidi trasformati o zuccheri, ma vi danno energia per più tempo. Scegliere da tutti i gruppi alimentari è importante perché assorbirete tutte le vitamine di cui voi e il vostro bambino necessitate nel tempo.
Particolare attenzione va posta nei confronti delle proteine il cui apporto in genere deve aumentare  un po' rispetto al solito nei primi sei mesi di allattamento. Queste devono provenire qualitativamente soprattutto da pesce (fonte di omega-3 importantissimi per lo sviluppo neurocognitivo del bambino), e legumi ricchi in fibra, mentre bisogna stare attenti agli affettati e agli insaccati.
Quindi mangiate variando - oggi provate a mangiare qualcosa che non avete mangiato ieri!

Scegliete i grassi "buoni"


Per  grassi "buoni" si intendono i grassi insaturi (monoinsaturi e i polinsaturi) come olio di oliva, pesci grassi come il salmone, avocadi, olive, noci.
Limitate i grassi saturi e i grassi trans perché entrambi non fanno bene alla salute.

I grassi saturi li trovate nelle carni, nei latticini, nell'olio tropicale (quello di palma o cocco per esempio) o nel lardo. L'olio idrogenato contiene grassi trans.
Sia i grassi saturi che quelli trans sono segnalati sulle etichette dei prodotti, quindi occhio all'etichetta!

Oltre a farvi ingrassare, questi grassi alterano la composizione del vostro latte materno, cosa non buona per la salute del vostro bambino.

Anche se non si conoscono con esattezza gli effetti a lungo termine sul sistema cardio-vascolare del neonato, sono invece certi gli effetti su quello degli adulti, giacché l'eccessiva assunzione di questi grassi comporta l'aumento del cosiddetto colesterolo cattivo (LDL) e un abbassamento dei livelli di quello buono (HDL). Senza contare l'aumento del rischio di infarti e problemi al cuore.

giovedì, aprile 24, 2014

Dire sì! alla vita

« L'antica leggenda narra che il re Mida inseguì a lungo nella foresta il saggio Sileno, seguace di Dioniso, senza prenderlo. Quando quello gli cadde infine tra le mani, il re domandò quale fosse la cosa migliore e più desiderabile per l'uomo. Rigido e immobile, il demone tace; finché, costretto dal re, esce da ultimo fra stridule risa in queste parole: "Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto." »

Nietzsche. La nascita della tragedia.


« Chi [...] ha assimilato i principi della mia filosofia e quindi sa che l'intera nostra esistenza è qualcosa che sarebbe meglio non ci fosse, e che la suprema saggezza sta nel negarla e nel rifiutarla - costui non si aspetterà molto da nessuna cosa, da nessuna circostanza, non perseguirà niente con passione, né eleverà alti lamenti per ogni suo insuccesso" »

Schopenhauer, Aforismi sulla saggezza del vivere.


C'è una profonda convinzione nell'uomo moderno legata allo scopo della sua vita: la convinzione di essere nati per essere felici.

Ma la vita spesso ci riserva sorprese tristi o dolorose che ci fanno disperare, ci fanno sentire poveri, abbandonati, trascurati e, soprattutto, sfortunati. Ma se solo sapessimo ascoltare la saggezza silenica potremmo convincerci della nostra miserabile sorte, del nostro essere esposti a molte malattie, dell'inevitabilità e necessità di molte delle cose che invece cerchiamo di fuggire con tutta la nostra forza e che quando capitano ci sentiamo sfortunati, disgraziati, poveri e abbandonati.

Gli antichi greci conoscevano questa saggezza e sapevano dire sì alla vita, oggi invece abbiamo imparato a fuggire da tutto quello che non vogliamo sentire, abbiamo imparato a distrarci con mille cose pur di non pensare, fuggiamo il dolore e la morte e ci sorprendiamo quando ne veniamo colpiti.

Fuggiamo. Ma dove andiamo se non lontano da noi stessi? Siamo tanto spaventati da noi stessi che cerchiamo di dimenticare, la saggezza silenica è sempre lì dentro noi, ma la rinneghiamo, la nascondiamo e giochiamo nella vita con tutti i divertimenti possibili. Gli americani sono maestri in questo e noi vogliamo essere loro figli.

Ma questa scelta ha un prezzo, perché l'allontanamento da noi stessi ci porta solo a sprecare la nostra vita tra un gioco e un altro, tra un post su facebook e una chattata con l'iphone, lasciando passare inosservate le meraviglie del mondo, il sorriso di una persona, il cielo azzurro, gli alberi, le pagine di un libro, la bellezza della musica.
Spegnete il telefono, staccate internet, buttate via l'orologio e ...respirate la vita.

Perché la vita non ci è stata data per essere felici, ma ci è stata data per essere vissuta serenamente e accettata in tutte le sue forme e declinazioni.

Diceva Euripide: "Ahimé! Perché ahimé? Ciò che ci è capitato è mortale come noi"

martedì, aprile 01, 2014

L'inquietudine moderna

Cima da Conegliano, Trittico di Navolè, 1510 ca






"L'irrequietezza moderna. Man mano che si va verso occidente, l'agitazione moderna diviene sempre più grande, sicché agli Americani gli abitanti dell'Europa si presentano in complesso come esseri amanti della quiete e gaudenti, mentre anche gli Europei ronzano a sciami confusi come api e vespe [...]"
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano, 2, 285

C'è una inquietudine di fondo che mantiene le persone in uno stato di continua agitazione, una assenza di quiete, un moto perpetuo che non porta da nessuna parte. Ci sono quelli stufi di ogni cosa che sono sempre a caccia di nuove cose che li entusiasmino. Ci sono quelli che si lamentano tutto il giorno o gli insonni che si lamentano la notte. E quelli che cercano nel viaggio uno sfogo ai loro impulsi ma, giunti alla meta, sentono già il bisogno di ripartire.



English version: 

There is a fundamental disquiet that keeps people in a state of permanent agitation, a lack of quiet, a perpetual motion that does not lead anywhere. There are those tired of everything that are always looking for new things that excite them. There are those who complain all day or complain for the sleepless night. And those who seek a relief to their impulses in the journey, but reached their goal, they already feel the need to restart.

venerdì, marzo 28, 2014

La pastiera napoletana fatta dai napoletani

A Napoli non c'è Pasqua senza pastiera. L'amore tra i partenopei e questo dolce - da prepararsi rigorosamente tra il giovedì e il venerdì santo in modo da dare tempo al dolce di assestarsi (deve "arrepusare") ed essere pronto per la domenica di Pasqua - affonda le sue radici nella notte dei tempi, quando a Neapolis (fondata nel V secolo a.c.) le sacerdotesse di Cerere, durante i riti primaverili, portavano in processione la pastiera, uova e fasci di grano, tutti simboli della primavera e della vita nascente.

La decorazione a "grata" di pastafrolla sulla pastiera, in numero di sette strisce complessive (quattro in un senso e tre nel senso trasversale), a croce greca, formano la "planimetria" di Neapolis così come ancora oggi si presenta con i tre Decumani e con i Cardini che li attraversano in senso trasversale; rappresentando così, in maniera simbolica, l'offerta alla Sirena Parthenope e agli Dei, dell'intera Città stessa, come sublime e collettivo atto di devozione.
La "grata" di Neapolis

Il grano o il farro, unito alla crema di ricotta, richiamano, invece, il pane di farro del "confarratio": il pane in uso nel rito matrimoniale romano.


Ingredienti e procedimento:

per la pasta frolla

½ kg farina;
200 gr. zucchero;
100 gr. burro;
2  uova intere;
1 cucchiaino di lievito;
1 pizzico di sale;
1 bustina vanillina

lavorazione pasta frolla: disponete la farina a fontana, al centro le uova battute, il burro sciolto, zucchero, sale, vanillina e il lievito. Impastate tutto fino ad ottenere un impasto morbido. Mettete l'impasto in frigo a riposare per un'ora.

Per il grano
1 confezione di grano, 
½ lt. di latte, 
1 cucchiaio di burro, 
1 pizzico di sale. 

Cottura del grano: In una pentola ampia mettete a cuocere il grano con tutti gli altri ingredienti e lasciatelo raffreddare. Deve risultare un composto abbastanza consistente.

Per la farcia di ricotta: 
½ kg. di ricotta di pecora, 
6 uova, 
½ kg di zucchero, 
1 fialetta di aroma millefiori, 
1 cucchiaino scarso di cannella, 
150 gr. di canditi misti, 
zucchero a velo q.b.

Preparazione della farcia: passate la ricotta con lo schiacciapatate, aggiungete il grano freddo, lo zucchero, le uova e il resto degli ingredienti. Lavorate tutto fino a renderlo un impasto molto fine.

Assemblaggio: prendete una teglia da forno tonda di media altezza, ungetela con burro e farina, con il mattarello formate un disco di pasta frolla e sistematelo nella teglia; adagiate poi uniformemente l’impasto e con la pasta frolla rimanente. Utilizzando l’apposita rondella zigrinata, formate delle strisce lunghe quanto il diametro della teglia, che andrete ad adagiare incrociate sull’impasto (sette mi raccomando! 4 in un senso e 3 nell'altro). 

Pre riscaldate il forno ed infornate a 160° lasciando cuocere per circa un ora e mezza. Una volta raggiunta la doratura giusta, spegnete e lasciate la teglia nel forno perché la pastiera si asciughi. 

Per la giusta umidità, vale la prova dello stuzzicadenti, che affondato nella pastiera, deve riemergere quasi del tutto asciutto. 

Servite con una spolverata di zucchero a velo.

Per concludere vi lascio con l'antica leggenda che narra della nascita della pastiera:

Parthenope, ad ogni Primavera si manifestava al popolo di Neapolis e lo allietava con la sua voce incantatrice, con canti d'amore e di gioia di vivere!

Una volta il canto della Sirena fu così soave e generoso di emozioni che i Neapolitani la vollero ringraziare per questo prezioso dono, offrendole quanto di più prezioso essi possedevano.

Sette fra le più belle giovani della Città, in rappresentanza delle sette principali "fratrie", ebbero l'incarico di portare i doni alla bellissima Parthenope:
  • la farina, a simboleggiare la forza e l'abbondanza della campagna;
  • la ricotta, omaggio dei pastori e delle pecore che pascolavano libere nei campi;
  • le uova, simbolo di vita che sempre si rinnova;
  • il grano tenero, bollito nel latte come simbolo dorato della vita germogliante e rafforzato dal primo alimento della vita;
  • l'acqua di fiori d'arancio, come l'omaggio più profumato della Terra;
  • le spezie, come omaggio dei popoli più diversi che a Neapolis sempre trovano accoglienza;
  • lo zucchero, per esprimere la dolcezza che il canto di Parthenope racchiude e che dona all'Universo.
La Sirena Parthenope, felice di questi doni li portò al cospetto degli Dei per mostrare loro la Generosità e l'Amore del popolo napoletano e questi, inebriati essi stessi dal canto soave della Sirena, mescolarono i doni e crearono la Pastiera!

giovedì, marzo 06, 2014

Pastiera al Bulgur di Luca Montersino

La pastiera napoletana rivisitata in uno dei suoi ingredienti principali: il bulgur al posto del classico grano. 

Il bulgur è un alimento costituito da frumento integrale, grano duro germogliato, che subisce un particolare processo di lavorazione. I chicchi di frumento vengono cotti al vapore e fatti seccare, poi vengono macinati e ridotti in piccoli pezzetti; è molto diffuso in Medio Oriente.


Ingredienti:

600g pasta frolla fine di Luca Montersino
300g di ricotta di pecora
300g di crema pasticcera di Luca Montersino
150g di sciroppo d'acero
300g di bulgur lessato
un pizzico di cannella
una grattugiata di scorza di arancia

Procedimento:

Preparate la pasta frolla come indicato in questo post. Per la preparazione vi consiglio seguire le indicazioni delle sorelle Simili in quest'altro post.

Preparate la crema di Luca Montersino come spiegato in questo post e lasciatela freddare.

Lessate il bulgur come indicato sulla confezione e lasciatelo freddare.

Mettete in una ciotola capiente gli ingredienti per il ripieno: ricotta, crema, sciroppo, bulgur lessato, cannella e scorza d'arancia e mescolateli bene con una frusta.

Rivestite la vostra tortiera da pastiera con la frolla lasciando i bordi belli alti, versatevi il ripieno e completate con la classica  griglia di strisce di pasta.

Cuocete a 180 gradi per circa 50 minuti/1 ora.

Una volta freddo spolverizzatelo di zucchero a velo.


lunedì, febbraio 03, 2014

Frappe di carnevale di Luca Montersino

Un altro grande classico del nostro Carnevale interpretato dal maestro pasticcere Luca Montersino.

 

Ingredienti:

400g. di farina manitoba
60g. di zucchero a velo
40g. di burro morbido
30g. di tuorli
85g. di uova intere
6g. di lievito chimico
4g. di sale
scorza di limone grattugiata
1 bacca di vaniglia
10g. di aceto di mele
40g. di latte intero

Procediamo:

Mettete in una ciotola la farina e lo zucchero e aggiungete uova e tuorli precedentemente mescolati. Cominciate ad impastare, aggiungete lievito, sale, aceto e latte. Quando gli ingredienti saranno ben amalgamati aggiungete il burro a pezzetti e impastate bene. Aggiungete infine la scorza di limone e i semi di vaniglia.

Formate un panetto e mettete a riposare per 12 ore in frigo.

Dopo il riposo stendete l'impasto sottilmente (come se fosse una sfoglia di pasta all'uovo). Quindi bucherellate la pasta e tagliatela in rettangoli utilizzando una rotella dentellata.

Cuocete in olio caldo (160° per chi ha il termometro) fino a doratura.

Scolate su abbondante carta assorbente e spolverate di zucchero a velo.

Per il resto credo sappiate tutti cosa fare!

lunedì, gennaio 27, 2014

Le castagnole di Luca Montersino

Ingredienti:

45 g burro
30 g zucchero
315 g farina
270 g uova
15 g rum scuro
buccia di limone ed arancia
0,75 g lievito per dolci
uvetta
olio per friggere


Preparazione
Portare a bollore in una casseruola 300 g di acqua con il burro, lo zucchero e unire tutta in una volta 210 g di farina.
Mescolare sul fuoco fino a quando il composto non si stacca dalle pareti.
Togliere dal fuoco ed incorporare in una capiente ciotola le uova una alla volta, poi unire la farina restante, il rum, la scorza grattugiata di arancia e limone ed il lievito.
Unire all'impasto l'uvetta sultanina. Chi preferisce può omettere l'uvetta, sono buonissime comunque.

Friggere in olio bollente, dosando la pasta con una sac a poche senza bocchetta. Scolare quando sono dorate e passarle nello zucchero semolato.

giovedì, gennaio 23, 2014

Castagnole ripiene di crema

Ingredienti:

250g acqua
50g burro
200g farina 00
circa 250g uova
1 pizzico di sale
Crema pasticcera per la farcitura
Zucchero semolato q.b.

Per la crema pasticcera:
500 g di latte alta qualità
140 g di zucchero semolato fine
100g tuorli d'uovo
30 g di amido di frumento (o frumina)
20 g di amido di mais
una bacca di vaniglia

Procedimento:

Preparazione della crema pasticcera:


Metodo suggerito dal maestro di pasticceria Luca Montersino.

Mettere i tuorli d'uovo in una ciotola insieme allo zucchero. Aprire con un coltellino la bacca di vaniglia, estrarne il contenuto e aggiungerlo nella ciotola con i tuorli d'uovo e lo zucchero.

Mettere un pentolino sul fuoco con il latte e la bacca di vaniglia.

Nel frattempo montare bene i tuorli con lo zucchero e la vaniglia (è importante la montatura perché garantirà la buona riuscita della preparazione).
Infine incorporare le farine al composto montato.

Quando il latte sarà quasi giunto ad ebollizione estrarre la bacca di vaniglia e versarci dentro il composto di uova montate ed evitare di girare come si fa di solito per la crema pasticcera. Il composto versato nel latte rimarrà a galla (perché è montato e ha incorporato aria) lasciando sul fondo solo latte, che quindi non attaccherà.

Con questa tecnica non sarà necessario girare continuamente la crema. Sarà sufficiente attendere che il latte cominci a bollire intorno al composto montato, inserire la frusta, mescolare un po' e...voilà! La crema si addenserà in un momento e sarà subito pronta e perfetta.

Versare la crema in un contenitore di vetro, mettere della pellicola trasparente a contatto e lasciarla raffreddare.

Preparazione delle castagnole:

Mettere in un pentolino acqua e burro e portare ad ebollizione. Appena giunta ad ebollizione aggiungere la farina tutta di un colpo. Con un cucchiaio di legno mescolare velocemente e continuare a cuocere finché l'impasto non si sarà ben staccato dai bordi.
Spegnere e lasciare riposare un paio di minuti.
Quindi aggiungere le uova intere una alla volta mescolando bene fino al completo assorbimento (ci si può aiutare anche con delle fruste elettriche).
L'impasto dovrà risultare della consistenza di una crema abbastanza soda.

Scaldare bene l'olio (170°)

Mettere l'impasto in una sacca da pasticcere e far cadere nell'olio caldo dei gnocchetti di circa 1cm di lunghezza.

Preparare due piatti: uno foderato di carta assorbente e l'altro con lo zucchero semolato.

Scolare su carta assorbente per togliere l'olio in eccesso. Ancora calde rotolarle nello zucchero semolato.

Finita la frittura si può passare alla farcitura: con l'aiuto di una sacca da pasticcere con una bocchetta piccola farcire con della crema pasticcera precedentemente preparata ogni castagnola.

martedì, gennaio 14, 2014

Panna cotta di Luca Montersino

Il dessert ideale che si prepara facilmente, morbido, gustoso, profumato, ottimo per concludere nel migliore dei mondi possibili un pasto.


Ingredienti per la panna cotta di Luca Montersino:


800g panna fresca
150g latte intero fresco
155 zucchero semolato
12g colla pesce in fogli
65g rum
1 bacca di vaniglia

Ingredienti per il caramello:

200g zucchero
100g acqua

Prepariamo il caramello:

Mettete lo zucchero in un pentolino con il fondo spesso e lasciate cuocere a fuoco vivo senza mai mescolare.
In un altro pentolino portate ad ebollizione l'acqua.
Quando lo zucchero avrà raggiunto una colorazione ambrata versate l'acqua bollente sopra (attenzione agli schizzi!) e mescolate velocemente. Il caramello è pronto e se dovesse avanzare potete conservarlo in frigo chiuso in un vasetto.

...e ora la panna cotta!

Mettete in una pentola la panna, lo zucchero e la polpa di vaniglia e fate scaldare a fuoco basso senza far giungere a bollore (diciamo circa 10 minuti).
Nel frattempo ammollate la colla di pesce nel latte.

Quando la panna sarà ben calda toglietela dal fuoco, aggiungete la colla di pesce e il latte, mescolate bene fino a far sciogliere ogni residuo di colla. Aggiungete infine il rum per aromatizzare. Mettete negli stampini e lasciate freddare in frigorifero per 4-5 ore.

Al momento del servizio potete aiutarvi a sformare la panna cotta immergendo per pochi secondi lo stampo in acqua calda. Mettete nel piatto di portata e versate sopra il caramello.

Buone papille gustative a tutti!

venerdì, gennaio 10, 2014

Ricetta e video Croissant sfogliati di Luca Montersino

Ricetta dei buonissimi croissant sfogliati del Maestro pasticcere Luca Montersino

Ingredienti

per il lievitino

225 g di acqua
500 g di farina
70 g di lievito di birra

Per l’impasto
1 kg di farina 00
300 g di zucchero semolato
40 g di malto in polvere
150 g di burro
450 g di uova intere
300 gi di latte fresco intero
30 g di sale

Per le pieghe
750 g di burro

Preparazione
Per il croissant: impastate il lievitino senza farlo lavorare troppo, mettete la pasta in un contenitore con dell'acqua a temperatura ambiente e lasciate fermentare fino a quando la pasta sale a galla (circa 10 minuti).
Quando l'impasto è venuto a galla, mettetelo nell'impastatrice con gli altri ingredienti, tranne il burro che andrà messo dopo che si e formata la trama glutinica (cioè quando la pasta risulta essere liscia ed elastica) ed il sale, che andrà messo alla fine.
Impastate nuovamente fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo, quindi riponete la pasta per 10/12 ore in frigorifero.

Trascorso tale tempo stendete la pasta in un foglio rettangolare spesso circa 2 cm, disponete nel centro della pasta il burro a temperatura ambiente, chiudete la pasta sopra il burro, stendete nuovamente e piegate in tre; lasciate riposare la pasta per 30 minuti in frigo, dopo di che stendete e piegate di nuovo in tre, poi dopo un altro riposo di 30 minuti in frigorifero procedete con l'ultima piega a tre.
A questo punto fate raffreddare e riposare bene la pasta in frigorifero, quindi stendetela con il mattarello fino allo spessore di 3 mm. Ricavate dei triangoli di pasta, arrotolateli per ottenere il croissant.

Mettete sulle teglie con la carta da forno, fate lievitare in ambiente tiepido per 2 ore circa, quindi infornate a 180 C per 15 minuti. A fine cottura, fate raffreddare e farcite con crema pasticcera e spolverare con zucchero a velo.

A disposizione anche un video su youtube:


giovedì, dicembre 12, 2013

redturtle.entiterritoriali su Plone

Alzi la mano chi non ha avuto necessità di sviluppare qualche form con menù a tendina con i soliti filtri successivi per regione, provincia e comune. Almeno ai nostri utenti, ahimè, piacciono molto.

Il prodotto redturtle.entiterritoriali 0.2.2, realizzato da RedTurtle nell'ambito dell'iniziativa PloneGov, è utilissimo nel caso abbiate bisogno di gestire i noiosi menù di cui sopra.

Il prodotto utilizza come db sqlite e SQLAlchemy come wrapper.

In Plone l'alternativa a questa soluzione potrebbe essere quella di creare dei vocabolari con ATVocabularyManager, ma francamente mi sembra una fatica inutile quando c'è già un ottimo prodotto che si installa a costo zero.


Come procedere

Per prima cosa è necessario installare sqlite e gli header di sqlite. Su Ubuntu digitate:

sudo apt-get install sqlite3 libsqlite3-dev

Nel vostro buildout di Plone inserite le sezioni per sqlite e pysqlite:

parts +=
    sqlite
    pysqlite


[sqlite]
recipe = hexagonit.recipe.cmmi
url = http://www.sqlite.org/2013/sqlite-autoconf-3080200.tar.gz
ignore-existing = true

[pysqlite]
recipe = zc.recipe.egg:custom
egg = pysqlite
include-dirs = ${sqlite:location}/include
library-dirs = ${sqlite:location}/lib
libraries = sqlite
define = HAVE_LOAD_EXTENSION,ENABLE_DTRACE,NDEBUG
rpath = ${sqlite:location}/lib

Infine aggiungete tra i vostri eggs anche redturtle.entiterritoriali e sqlsoup:

eggs =
    sqlsoup
    redturtle.entiterritoriali

L'egg SQLSoup è necessario giacché nelle ultime versione di SQLAlchemy è stato rimosso in quanto è divenuto progetto indipendente: https://pypi.python.org/pypi/sqlsoup

Lanciate pure il vostro buildout e attendete la compilazione.

Prima di avviare la vostra istanza plone è necessario procedere alla modifica di una parte di codice del prodotto redturtle.entiterritoriali perché presuppone l'uso di una versione di SQLAlchemy che ancora conteneva SQLSoup.

Quindi andate nei vostri egg (di solito nella cartella buildout-cache/eggs), cercate il prodotto redturtle (redturtle.entiterritoriali-0.2.2-py2.7.egg), entrate nella cartella /redturtle/entiterritoriali/vocabulary e modificate il file __init__.py come segue:

La prima riga è quella dell'import di SQLSoup:
from sqlalchemy.ext.sqlsoup import SqlSoup

Cambiatela in:
import sqlsoup

Alla riga 14 trovate la stringa di connessione al db:
self.engine = SqlSoup('sqlite:////%s/sqlite3.db' % path)

Cambiatela in:
self.engine = sqlsoup.SQLSoup('sqlite:////%s/sqlite3.db' % path)

Salvate e avviate la vostra istanza, That's All!

mercoledì, dicembre 11, 2013

Profiteroles di Sal De Riso

Uno dei grandi classici nella versione del Maestro pasticcere Sal De Riso preparata durante una puntata della Prova del Cuoco su Rai Uno. 

La mousse al cioccolato che li ricopre è goduriosa, soffice e spumosa, assolutamente da provare. 


Per preparare questo dolce sono necessari 3 elementi: i bigné, la crema pasticcera al limone e la mousse al cioccolato.

Ingredienti:


Per la mousse al cioccolato:
800g panna fresca
125g zucchero
50g cacao amaro in polvere
175g cioccolato al 70%
100g latte fresco
8g sale

Per la crema pasticcera al limone:
Ho scelto di utilizzare la ricetta di un altro Maestro pasticcere, Luca Montersino
800g latte fresco
200g panna fresca
300g tuorli d'uovo
280g zucchero
35g amido di mais (maizena)
35g amido di frumento (frumina)
scorza di limone non trattato

Ingredienti per circa 50 bigné:
200g acqua
200g burro
200g farina 00
6-7 uova medie

Panna montata:
1l panna fresca
100g zucchero
1/2 bacca di vaniglia (solo la polpa)

Procedimento:


Cominciamo facendo la mousse.
Portate ad ebollizione latte e panna, nel frattempo spezzettate il cioccolato e miscelate bene tutti gli altri ingredienti.

Quando latte e panna saranno giunti ad ebollizione aggiungete le polveri mescolando bene e successivamente il cioccolato a pezzetti, fate sciogliere bene e lasciate cuocere per 2-3 minuti. Togliete dal fuoco e lasciate freddare fino a 4°.

Una volta fredda montate con lo sbattitore fino a raggiungere una consistenza abbastanza soda. Aggiungete circa metà della panna montata mescolando dal basso verso l'alto in modo da non far smontare il composto. Mettete in frigo e lasciate riposare.

Preparazione della crema pasticcera al limone:
Mettete latte, panna e scorze di limone a bollire. Nel frattempo montate bene i tuorli con lo zucchero (dovranno essere ben montati e spumosi). Aggiungete i due amidi alla montata.

Quando latte e panna saranno giunti ad ebollizione aggiungete il composto montato. Senza bisogno di mescolare, attendete che cominci a bollire e che in superficie si formino dei "mini crateri" di latte e panna che stanno bollendo. A questo punto potete mescolare velocemente, vedrete che la crema si addenserà in un attimo e non correrete il rischio di farla attaccare sul fondo. Togliete dal fuoco e lasciate freddare.

Prepariamo i bigné (pasta choux):
Mettete in una pentola l'acqua con il burro morbido a pezzetti. Fatelo sciogliere a fuoco medio e portate ad ebollizione. Giunto ad ebollizione aggiungete la farina in un sol colpo e mescolate bene fino ad ottenere un composto abbastanza sodo. Togliete dal fuoco e lasciate freddare per qualche secondo.
Aggiungete le uova una per volta facendo attenzione a mescolare bene e subito per evitare di fare la frittata (non è questo che vogliamo ottenere).

La pasta choux sarà pronta quando avrà la consistenza di una crema abbastanza densa.

Su una teglia con carta forno formate delle palline aiutandovi con una sacca da pasticcere o con due cucchiai. Distanziatele fra loro perché cresceranno in forno.
In forno a 200° fino a quando saranno gonfi, successivamente abbassate la temperatura a 180° e portate a cottura (serviranno altri 10-15 minuti).

Assembliamo il dolce!


Preparate un vassoio bello per la presentazione del dolce.
Farcite ogni bigné con la crema pasticcera (ci servirà una sacca da pasticcere con una punta in grado di bucare i bigné), affogatelo letteralmente nella goduriosa mousse al cioccolato (intingete anche le mani, non abbiate paura, alla fine dovrete leccarle per pulirle!) e posizionatelo sul vassoio formando pian piano la famosa montagnola caratteristica di questo dolce.

Completate con ciuffi di panna montata. Buona estasi a tutti!

Questo è il video della preparazione fatta da Sal De Riso su Rai uno:


giovedì, dicembre 05, 2013

Crostata alla crema cotta di Luca Montersino

Crostata alla crema cotta di Luca Montersino

Questa crostata ha una crema con dosi studiate per essere cotta in forno. La quantità maggiore di zucchero, infatti, evita che la crema diventi ruvida dopo il passaggio in forno.  


Inoltre Luca Montersino ha scelto di utilizzare lo zucchero di canna perché consente una maggiore caramellizzazione, una colorazione più bella del nostro dolce.


La decorazione scelta è con ananas e lamponi, ma questa crostata alla crema cotta va benissimo con frutta a vostra fantasia, va benissimo anche da sola!


Ingredienti per uno stampo da 20cm:

320 gr di latte intero
160 gr di panna fresca
240 gr di zucchero
145 gr di tuorli
30 gr di fecola di patate

Per la pasta frolla:

Ricetta delle sorelle Simili: http://parlarelibero.blogspot.it/2010/09/la-pasta-frolla-delle-sorelle-simili.html

Ricetta di Pellegrino Artusi: http://parlarelibero.blogspot.it/2010/09/la-pasta-frolla-di-pellegrino-artusi.html

Ricetta pasta frolla fine di Luca Montersino: http://parlarelibero.blogspot.it/2010/09/ricetta-pasta-frolla-fine-di-luca.html


Procediamo:


Portate a bollore il latte con la panna. Mentre latte e panna giungono a bollore montate i tuorli con lo zucchero (devono essere chiari e spumosi) e,una volta montati, unite la fecola mescolando senza smontare (nota: la fecola di patate è adatta per questa crema cotta in forno perché darà una struttura perfetta per il taglio mentre è sconsigliata per la classica crema pasticcera alla quale invece darà consistenza collosa).

Quando latte e panna saranno giunti a bollore versateci la montata di uova e mescolate energicamente con una frusta. La crema si addenserà in pochi secondi e sarà pronta.


Foderate con la pasta frolla una tortiera lasciando i bordi abbastanza alti, bucherellate il fondo della pasta frolla e ricopritelo con dei pezzetti di ananas sciroppato (ribadisco che potete scegliere la frutta che più vi aggrada).

Mettete la crema calda nello stampo e spianate leggermente lasciando la superficie un pò irregolare. Questa irregolarità permetterà una colorazione non uniforme della crema e un gusto particolare delle parti più cotte.


Cuocete a 220° per 20 minuti.