martedì, gennaio 15, 2008

La Sapienza, il Papa annulla la visita

Una bella mossa quella di annullare la visita.
Il povero Papa Ratzinger: voleva solo condividere le sue profonde conoscenze teologiche con il mondo accademico, voleva solo portare parole di pace e speranza ... e lo avete fatto tacere! L'avete costretto a rinunciare. Cattivoni. Proprio con lui che è Buono. Ce l'avete con lui eh ... ma che vi ha fatto? Siete comunisti...ammettetelo..siete anticlericali e mangiate i bambini...

Ma questa mossa, oltre ad aver fatto bene all'immagine del povero Papa costretto al silenzio dai barbari che si sono impossessati della Sapienza, ha fatto comodo anche al centrodestra per puntare ancora una volta il dito contro le frange estremiste della sinistra e contro il Governo per aver taciuto, per non essere intervenuto prima, per aver indirettamente (e direttamente attraverso le frange estremiste della sinistra) favorito questa situazione.
E avete costretto Berlusconi a tacciarvi di essere comunisti. Eh, ve lo meritate. Pover'uomo pure lui, proprio lo costringete a dirvelo..

La mia opinione poi..
Penso che sia sempre sbagliato impedire agli altri di esprimersi. L'occasione dell'apertura dell'anno accademico è sicuramente un momento particolare che poco si presta alla presenza di un capo straniero e, peggio ancora, al rappresentante della chiesa cattolica.
Ma questo non può giustificare l'atteggiamento di protesta che voleva impedire il discorso di Ratzinger. Si ascolta, non si impedisce all'altro di parlare. Ci si confronta con il dialogo, non si fanno monologhi. La verità non è mai una sola e questo deve valere per il Papa (sarà dura convincerlo!!!) e per il mondo accademico.

Un'altra considerazione.

E' fin troppo evidente l'atteggiamento di Ratzinger nei confronti della scienza e di alcuni settori della ricerca scientifica e tutto ciò, per un vecchio uomo di 81 anni, può forse starci.
Ma certo è inaccettabile che taluni atteggiamenti influiscano sulle scelte politiche. Il mondo della ricerca scientifica esce, in Italia, ogni volta danneggiato e ridimensionato da questi, che potrei definire, veri e propri attacchi alla laicità della scienza.
Allora ogni tanto, se gli accademici protestano, e magari eccedono nel manifestare il loro dissenso, non condanniamo senza riflettere o magari andando dietro a quei giganteschi coglioni che stanno in parlamento. Il mondo accademico continua ad incassare i colpi sferrati dall'innocuo Ratzinger, ma come può reagire se lo stato (LAICO - vorrei sottolinearlo) subisce in maniera così evidente gli influssi della santa sede nelle sue scelte?

Difendiamo uno dei pochi luoghi dove ancora si riesce a usare la testa per pensare e non per guardare la televisione. Difendiamo chi ha il coraggio di pensare e di farlo sapere agli altri. Può sbagliare, certo. Ma può sbagliare perché pensa.
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