lunedì, marzo 06, 2006

Empedocle di Agrigento

Nel V secolo la cultura filosofica si va progressivamente estendendo dalla periferia del mondo greco a quello che sarà il centro della vita culturale greca, e cioè Atene.
Il punto di partenza della filosofia di Empedocle è parmenideo perché nega i concetti umani di nascita e morte (perché costituiscono passaggio dall'essere al non essere e viceversa). Il divieto parmenideo di confondere e mischiare essere e non essere è corretto, ma prenderlo alla lettera significa fare a meno di tutti i fenomeni, la fine del nostro molteplice mondo.
Ciascuna delle molteplici cose è composta dalla mescolanza e separazione di 4 elementi che sempre erano e sempre saranno ed hanno le stesse caratteristiche di TO EON: acqua, aria, fuoco, terra.
I quattro elementi costituiscono dunque la materia, eterna, ma in continua trasformazione. Accanto a essa Empedocle introduce un nuovo concetto, quello di forza interna alla materia, e che è la causa del suo trasformarsi. A questa forza, che è bipolare, gli dà il nome di Philia e Neikos, cioè Amicizia e Contesa (o Amore e Odio).
Sul piano cosmico, l'amicizia si presenta come una forza aggregante, che armonizza gli elementi in un'unità (lo sfero); la contesa come una forza disgregante che tende alla separazione e al distacco degli elementi. Tra gli stadi estremi, in cui ora prevale l'Amicizia ora la Contesa, vi sono due periodi nei quali le forze si bilanciano e si armonizzano variamente tra di loro, dando luogo a tutta la serie di fenomeni particolari.
L'identità condivisa dei 4 elementi è garanzia di conoscenza della molteplicità (il simile conosce il simile).
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