lunedì, marzo 06, 2006

Anassagora

Con Anassagora la filosofia fa la sua comparsa anche in Atene. La città, dopo la vittoria sulla Persia, si lanciò in una politica di predominio marittimo, commerciale e industriale che ne fece ben presto il centro economico e politico più importante dell'Ellade.
Questa ascesa politica ed economica coincise con un periodo di grande splendore interno, grazie anche alla vittoria del partito democratico, guidato allora da uno dei suoi uomini più prestigiosi, Pericle, detentore del potere per circa trent'anni. Egli seppe coagulare intorno a sé le intelligenze più brillanti del tempo. In questo “circolo di Pericle” Anassagora (500-428 circa), giunto ad Atene nel 462, fu certamente una delle figure di spicco.
Con Anassagora, il bisogno di spiegare i fatti – quegli stessi fatti oggetto delle fantasiose interpretazioni degli indovini – con ragioni tutte naturali da tutti osservabili, segna il distacco tra la nuova mentalità razionale e profana e la vecchia mentalità sacra e mitologica. E' un modello che unisce strettamente il fare al pensare, che è proprio dell'uomo che pensa in quanto opera, che comprende la realtà che lo circonda perché agisce su di essa.
La spiegazione razionale della realtà avviene partendo dall'ipotesi di semi che costituiscono le particelle minime della materia, dotate di una propria caratterizzazione qualitativa. Questi semi, che sono infiniti, ingenerati e incorruttibili, si ritrovano nella composizione di tutte le cose. Anassagora ipotizza un processo cosmico che, partendo da un primitivo, unico miscuglio, conduce gradualmente al formarsi dei mondi e alla caratterizzazione interna di ciascuno di essi. Egli ha la grande intuizione dello stretto rapporto che, in questo processo cosmico di separazione e trasformazione, unisce forza e velocità e vede chiaramente che le velocità di questi processi – contrariamente alla immediata percezione sensibile – sono enormemente superiori alle velocità di cui gli uomini hanno esperienza: la legge che regola questo processo Anassagora lo chiama nous (intelletto, mente).
Il nous è identificabile con una legge meccanica del divenire o con l'ordine razionalmente comprensibile insito nelle cose. Per questa caratteristica della sua filosofia venne denominato il “fisicissimo”.
La valorizzazione della conoscenza razionale non induce Anassagora a svalutare l'esperienza sensibile; questa ci può ingannare solo se l'accettiamo semplicisticamente così come immediatamente ci si presenta, ma se la combiniamo con giustamente con il ragionamento, essa sarà una guida insostituibile al raggiungimento di quei principi della realtà che, pur non essendo sperimentabili sensibilmente, costituiscono nello stesso tempo proprio i principi fondamentali della nostra esperienza.
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